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lunedì 21 maggio 2012

De Pietri: a Sant’Agnese lo sportello per aspiranti imprenditori




Il progetto dell’assessorato al welfare per aiutare i giovani in cerca di lavoro. De Pietri: stiamo costruendo il pool di consulenti, il servizio sarà gratuito


«Il nuovo fronte per il welfare comunale? Fornire servizi ai giovani in cerca di lavoro o che vogliono dar vita ad un’impresa». Arnaldo De Pietri, assessore alle politiche sociali nella giunta Sodano, sa bene che le competenze dei municipi in materia di politiche del lavoro sono limitate. Non spetta al Comune invadere le prerogative dei centri per l’ impiego o di altre strutture analoghe private. E nemmeno, De Pietri, s’illude di risolvere problemi strutturali del mercato occupazionale. «Stiamo lavorando ad alcuni progetti – dichiara – che, coinvolgendo altre istituzioni e soggetti privati, diano risposte a due problematiche legate alla crisi: l’aumento di chi si trova suo malgrado espulso dal mondo del lavoro (licenziamenti e lavoratori arrivati al termine della Cig) e di chi in questo mondo non è ancora riuscito ad entrarci. Sono interventi che stiamo costruendo e che si affiancheranno alle forme di welfare tradizionale».
Nel concreto, assessore? «Il progetto in fase più avanzata e che contiamo di far scattare agli inizi del 2013 lo abbiamo definito Start-up perché consiste in uno sportello che mette insieme servizi e consulenti per aiutare i giovani che hanno un’idea imprenditoriale ma che rischiano di scoraggiarsi di fronte agli ostacoli di tipo burocratico e legislativo» spiega De Pietri. Che ha già un’idea precisa della sede in cui riunire la pattuglia di consulenti formata da legali, commercialisti, esperti di formazione e brevetti e via dicendo: l’ex caserma di Sant’Agnese.
«Dico subito che ci stiamo ancora lavorando perché lo sportello vuole coinvolgere professionisti e associazioni – dice l’assessore – ma per i destinatari del servizio, che immaginiamo avere al massimo sui 35 anni, non dovranno versare un euro. Troveranno allo sportello personale in grado di valutare la loro idea per indicare loro il modo migliore per svilupparla».
Un altro progetto riguarda il distretto formato dal capoluogo e dai 15 comuni che lo circondano: è la costituzione di un Centro unico del lavoro. «Non sarà un doppione dei centri per l’impiego provinciali con i quali vogliamo anzi collaborare in questo progetto – chiarisce De Pietri – il centro metterà a disposizione dei servizi a chi è in cerca di un’occupazione. Si va dalla banale consulenza personalizzata per scrivere una domanda di impiego calibrata sulle proprie competenze al contatto con agenzie di formazione e di mediazione nel mercato del lavoro».
Chiosa l’assessore: «Ho letto l’appello di Roberto Colaninno alla pubblica amministrazione. Sono interessato ad un incontro per capire se sui nostri progetti potremo contare sulla collaborazione del mondo imprenditoriale».

19 maggio 2012 - Gazzetta di Mantova (nico)

venerdì 11 maggio 2012

L’idea di De Pietri: voucher Inps per i disoccupati

«Useremo i buoni lavoro Inps per aiutare cassintegrati, giovani disoccupati e studenti. Non risolveremo il problema dell’occupazione,ma potremo almeno dare un aiuto che rispetit la dignità del lavoratore». È il progetto a cui sta lavorando l’assessore al welfare Arnaldo De Pietri e che dovrebbe scattare subito dopo l’approvazione del bilancio in Comune. «L’idea è quella di offrire un lavoro temporaneo per attività utili alla collettività – dice De Pietri – come lo sfalcio dell’erba, la pulizia dei lungolaghi e simili. Utilizzando i voucher lavoro dell’Inps al posto di un contributo a fondo perduto integrativo, diamo al beneficiario la possibilità di ricevere un compenso in cambio di un’attività utile per la città. Il voucher comprenderà il compenso e il contributo Inps ».

10 maggio 2012, Gazzetta di Mantova

martedì 13 marzo 2012

Mauro: Riformare il welfare europeo o il progetto europeo soccomberà al populismo

"Il futuro del welfare europeo non può essere affrontato con un approccio ideologico. In Europa siamo 500 milioni di abitanti e tra questi 75 milioni hanno meno di 25 anni, l’Egitto invece - ad esempio - con 80 milioni di abitanti ne ha 60 con meno di 25 anni. Questo e’ un interrogativo reale che si pone per quella che e’ la dimensione, la strutturazione, del nostro welfare. Su questo siamo chiamati a dare risposte concrete", ha dichiarato Mario Mauro, Presidente dei Deputati PDL al Parlamento europeo, intervenendo  a Strasburgo nel dibattito sulle conclusioni del Consiglio europeo del 1-2 marzo.

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giovedì 23 febbraio 2012

Profughi. Protesta e scontri in città. De Pietri ammonisce e condanna.

De Pietri: accoglienza si, disordini no. I profughi ospitati a Mantova rispettino le regole e la cittá. Altrimenti espulsione.



I fatti di questa mattina a mio giudizio sono gravi.
La comunità mantovana ha accolto i profughi dalla Libia dal primo momento e mettendo in campo tutte le risorse necessarie.
Questa accoglienza però è strettamente connessa al dovere di rispettare regole e leggi italiane nonché rispettare questa città e i suoi cittadini. Pena l'espulsione.
Dove viene meno questo dovere, viene meno l'impegno di accoglienza.
Il gruppo che questa mattina ha messo in scena un corteo non autorizzato, con l'accendersi anche di qualche tafferuglio per le vie della città, è venuto meno al proprio impegno. Mi auguro che vengano presi i necessari provvedimenti.
Questo è quello che accade, come avevo preannunciato in tempi non sospetti, quando si alimentano aspettative e pretese non aderenti alla realtà della situazione.
La verità è che a ben poche di queste persone verrà concesso lo status di rifugiato politico, pertanto la gran parte dei profughi che oggi vengono ospitati nella nostra città e provincia dovranno essere rimpatriati alla fine del 2012.
Riguardo alla tassa sul permesso di soggiorno voglio dire che i nostri 200 euro sono ben poca cosa rispetto ai 1000 dollari degli Stati Uniti, le 700 sterline dell'Inghilterra  o gli 800 euro dell'Olanda. Cito tre paesi dove le politiche per l'integrazione sono molto sviluppate e tenute in considerazione.
Inoltre il 50% di questa cifra andrà a finanziare gli sportelli unici, quindi un servizio importante, primario per gli stranieri regolari in Italia, mentre il restante 50% è destinato al fondo rimpatri, ovvero a sostenere quel provvedimento già previsto per la fine del 2012 ma che oggi non può contare su risorse rilevanti. Ricordiamoci che in mancanza dei fondi per il rimpatrio i profughi ospitati sui nostri territori che non avranno il riconoscimento di rifugiati politici dovranno essere mantenuti dai Comuni, già in forte difficoltà nel rispondere ai bisogni dei propri cittadini e al crescente disagio sociale.
Trovo questa tassa, anche se perfettibile, un passo nella direzione giusta.

Arnaldo De Pietri
Assessore al Welfare - Comune di Mantova

lunedì 20 febbraio 2012

Intervista all'assessore Arnaldo De Pietri sul Welfare mantovano

parla l’assessore DE PIETRI
«Finora abbiamo aiutato tutti Tagli in vista? Insostenibili»
La Grecia non è lontana, ma siamo più forti e abbiamo più chance di uscirne. A patto però che ci sia un’alleanza tra pubblica amministrazione, sindacati, terzo settore e associazioni di categoria»....

La Grecia non è lontana, ma siamo più forti e abbiamo più chance di uscirne. A patto però che ci sia un’alleanza tra pubblica amministrazione, sindacati, terzo settore e associazioni di categoria». Arnaldo De Pietri, assessore al welfare di area ciellina, parte da lontano ma poi scende nel dettaglio della realtà che vede dal suo ufficio di via Conciliazione.
All’assessorato al welfare arrivano le conseguenze della crisi, con centinaia di domande d’aiuto. E intanto i fondi si riducono. Come si gestisce l’emergenza?
«Prima di tutto va ridotta la distanza che ci separa da Roma. La politica è lontana dai cittadini ma anche dagli enti locali: i governi ragionano su indici e statistiche e poi tagliano, noi siamo a contatto con realtà che esprimono bisogni cui non si può non rispondere. La seconda azione necessaria è riorganizzare il servizio per ottimizzare le risorse: lo stiamo facendo con la carta regionale dei servizi e gli strumenti informatici per monitorare in tempo reale spese e bisogni».
Il Comune non ha ancora approvato il bilancio di previsione. Gli assessorati sono costretti a procedere «in dodicesimi», cioè a spanne. È un problema per il welfare?
«Nella sostanza continuiamo a erogare i servizi necessari. Ma qualche difficoltà inevitabilmente si sta creando. Soprattutto quando si tratta di approfondire l’analisi dei bisogni e individuare le priorità, sarebbe meglio conoscere in anticipo e con precisione il budget a disposizione».
Si aspetta tagli anche al suo assessorato?
«I servizi sociali avrebbero bisogno di soldi in più perché le domande di aiuto continuano ad aumentare, ma capisco che tutti i colleghi di giunta potrebbero dire lo stesso. Io chiederò la conferma dello stanziamento dell’anno scorso (8,7 milioni per assistenza, uno per gli anziani, 2,8 per scuole dell’infanzia e minorenni, ndr), quando siamo riusciti a rispondere a tutti coloro che avevano bisogno senza ridurre le cifre incassate da ciascun avente diritto. Capisco che il quadro è difficile, ma spero che si comprenda che siamo davanti a una crisi sociale straordinaria e che la grande attenzione che Mantova storicamente dedica al welfare è una risorsa da non disperdere. Ogni giorno decine di persone arrivano in ufficio a chiedere aiuto e non si può considerarlo solo uno dei tanti problemi. Per fortuna abbiamo uno staff fantastico: quando vivo attimi di sconforto, guardo alla competenza e alla dedizione delle nostre assistenti sociali e mi riprendo subito. Mi faccia dire un’ultima cosa».
Prego.
«Il nostro target di riferimento è la famiglia, da valorizzare coinvolgendola nel dare assistenza e da tenere in considerazione quando, distribuendo gli aiuti, non ci si può limitare a contare le teste».
19 febbraio 2012

Il punto sullo stato del Welfare a Mantova

Sempre più povertà Sos ai servizi sociali da più di 600 famiglie
Le risorse calano ma le richieste di aiuto aumentano ancora Soldi a 1.600 persone, per anziani e minori spese su del 10%

di Gabriele De Stefani

Sempre meno risorse a disposizione, fra trasferimenti ridotti dallo Stato (ultimo caso l’azzeramento del fondo per i disabili) e generale difficoltà a far quadrare i conti degli enti locali. Ma la domanda di assistenza aumenta, sia per l’invecchiamento della popolazione che per il suo impoverimento dopo tre anni di crisi. E così il welfare diventa sempre più un percorso a ostacoli. Il 2011 s’è chiuso con un nuovo aumento delle domande di aiuto: famiglie povere schizzate oltre quota 600, spesa per l’assistenza agli anziani aumentata del 10%, finanziamenti alle strutture che seguono minori in difficoltà saliti di 100mila euro, richieste di aiuto per pagare l’affitto (vedi articolo sotto) arrivate da 600 famiglie. «Tutti coloro che avevano i requisiti hanno ricevuto gli aiuti e senza che l’entità sia stata ridotta - assicura l’assessore Arnaldo De Pietri - nonostante il notevole aumento delle domande. In alcuni casi, come gli assegni familiari e i contributi per le rette in casa di riposo, ci siamo riusciti riducendo le spese con strumenti come la carta regionale dei servizi e software per il monitoraggio in tempo reale dei bisogni e delle spese che evitano sprechi e obbligano il beneficiario a usare i soldi per ciò a cui erano stati destinati».
Assistenza economica. Uno degli strumenti di welfare più diffusi è il contributo del Comune alle spese delle famiglie in difficoltà, che è anche uno dei termometri più efficaci per misurare l’impatto sociale della crisi: nel 2011 i nuclei con i requisiti per ricevere soldi per pagare le bollette e fare la spesa sono saliti a 617, 22 in più del 2010. Per dare un’idea delle conseguenze della recessione basta un confronto con il 2005: allora c’erano 390 famiglie in condizioni di povertà. Per aiutare queste 1.600 persone il Comune ha speso oltre 888mila euro, in diminuzione rispetto ai 985mila del 2010 grazie alla stretta in termini di efficienza cui si riferisce De Pietri. Due famiglie povere su tre sono italiane: 377 contro le 240 di stranieri. Spicca anche il dato sui nuclei individuali: il 39% delle famiglie aiutate è costituito da una sola persona.
Anziani. Aspef esclusa, il Comune ha sborsato 650mila euro per 140 anziani in case di riposo e centri diurni. Un dato in linea con il 2010. Secco aumento invece per la spesa per l’assistenza domiciliare, salita da 163mila al massimo storico di oltre 200mila euro. Spingere le famiglie a non mandare il nonno all’ospizio è una scelta dell’assessorato: se resta a casa, l’anziano si ammala meno e vive più a lungo, mentre le liste d’attesa per le case di riposo si accorciano. Si riduce da 450mila a 420mila euro l’assegno girato ad Aspef per integrare le rette e l’assessorato annuncia un nuovo calo per il 2012: stop al contributo a pioggia per tutti gli ospiti e concentrazione delle risorse nelle fasce di maggior bisogno.
Disabili. Oltre 600mila euro di spesa, in aumento ancora da quantificare, per il sostegno a una cinquantina di disabili, tra ospiti di comunità, frequentatori di centri diurni e persone che vivono a casa. Conti da rifare nel 2012: lo Stato ha azzerato il fondo da 800mila euro per i 16 Comuni del distretto.
Minorenni. L’incremento dei ragazzi in difficoltà, saliti oltre quota 50, si è tradotto in una spesa di oltre 600mila euro (aumento di 80mila) solo per gli ospiti di istituti e comunità. Per il 2012 si stima un ulteriore aggravio del capitolo di spesa.

venerdì 23 dicembre 2011

ACCOGLIAMO IL 2012 CANTANDO L'INNO D'ITALIA

AUGURI A TUTTI GLI AMICI, MA IN PARTICOLARE AUGURI ALLA NOSTRA MANTOVA E ALLA NOSTRA ITALIA. VIVIAMO UN NATALE INTENSO CERCANDO DI COGLIERNE IL VERO SIGNIFICATO E L'ULTIMO DELL'ANNO ACCOGLIAMO IL 2012 PENSANDO AL NOSTRO PAESE. ALLO SCOCCARE DELLA MEZZANOTTE IO E I MIEI AMICI CANTEREMO L'INNO D'ITALIA.